Santa Maria sempre più “stretta” fra Centro COOP e degrado dell’ambiente circostante

Santa Maria si ritrova ad essere sempre più “stretta” fra il Centro COOP e il degrado dell’ambiente circostante, compreso il parco, che viene sempre più frequentato da tossici.

Il “centro*” è già arrivato, a fine anno, ad uno stato di degrado insostenibile: da 18 giorni ci sono siringhe in terra, nel parco, che non sono ancora state raccolte (le foto allegate ne danno dimostrazione).

E questo nonostante io abbia personalmente informato gli addetti alle pulizie alla Coop - i quali  mi hanno risposto che non è compito loro raccoglierle..

Se è così, mi domando che cosa aspetti il Comune ad attivare un servizio che ripulisca il parco almeno una volta alla settimana.

Caro Sindaco Cappelli, il consiglio per i prossimi mesi è quello di smettere di farsi pubblicità su radio e giornali e prestare più attenzione alla realtà…

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Porta Pisana… uno degli “angoli dell’abbandono” ?

Come molte o purtroppo tutte le città del mondo anche Empoli ha i suoi “angoli dell’abbandono“, ovvero zone circoscritte in cui il degrado supera quello della “media” cittadina, insieme alla disattenzione da parte dell’Amministrazione nei confronti delle segnalazioni, ma dove la situazione rimane immobile, nella completa coscienza generale.

Questa volta ci riferiamo alla zona di Porta Pisana divenuta suo malgrado zona di “parcheggio” di carrelli della Coop, allo scopo di asportarne poi le monete da 1€, e soprattutto un vero orinatoio pubblico. Riceviamo la segnalazione da due cittadini, i Signori Luigi Livi e Carla Nozzoli, titolari del negozio Helicenter in via della Noce. Li abbiamo incontrati per chiedere loro di spiegarci i problemi che stanno vivendo a causa dell’indifferenza della nostra amministrazione comunale.

D: Sig. Livi, da quanto tempo esiste questo problema di degrado che lei lamenta, e ci specifichi per favore, a che cosa si riferisce.

R: Il problema è oramai diversi anni che si presenta in questa maniera. I problemi sono due: uno è quello che Porta Pisana è diventato un deposito di carrelli della Coop che persone portano via per asportarne le monete da un euro, ma forse il problema di degrado maggiore è quello che un angolo della Porta Pisana è diventato un orinatoio pubblico, e questo per noi negozianti è una cosa piuttosto non carina anche perché alla mattina troviamo certi odori sgradevoli e per la nostra attività non è certamente una immagine positiva e brutta. Io spero che possiate aiutarci per risolvere ed eliminare questo problema.

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Strisce blu a Empoli… in buona parte fuori legge!

Grazie alla selvaggia adozione da parte del Comune di Empoli delle famose Strisce Blu delimitanti i parcheggi auto nelle vie attorno al centro storico della città, i cittadini empolesi sono costretti a pagare un balzello che però, molti non sanno, è assolutamente illegittimo e non dovuto in più del 95% dei casi, e quindi, quando fioccano le contravvenzioni per violazione, tutti si corre a pagare.

Tutto ciò, però, è in palese violazione e contrasto con quanto invece espressamente stabilito e sancito dallo stesso codice della strada, che prevede l’adozione di strisce blu solamente nelle cosiddette aree pedonali, zona a traffico limitato, nonché per quelle definite “A” dall’art. 2 del decreto del Ministero dei lavori pubblici 2 aprile 1968 nr. 1444, e in altre zone definite “zpru” ossia zona di particolare rilevanza urbanistica, che però debbono essere state opportunamente individuate e delimitate dalla giunta, nel Piano urbano del traffico (Pgtu).

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Infatti, l’art. 7 comma 6 del suddetto codice, stabilisce che le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico.

In realtà, invece, risultano quasi tutte all’interno della carreggiata e quasi mai delimitate o inglobate da marciapiedi o protette da cordoli spartitraffico.

Ma non solo, esiste il divieto di parcheggio entro i 5 metri di distanza dagli incroci, ebbene, quante strisce blu si trovano invece a meno dei famosi 5 metri e a ridosso di crocevia o altro?

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Dire e fare: il tasso di smog a Empoli

Gentile sindaco di Empoli,
qualche giorno fa, facendo lo zapping, l’ho vista su Antenna 5 ed ho colto il momento in cui evidenziava che il problema del traffico locale è imputabile non solo ad una crescita della popolazione ma anche alla cultura diffusissima di servirsi dell’auto privata anche singolarmente, mentre l’alternativa di utilizzare i mezzi pubblici e la bicicletta sarebbe la soluzione…
Condivido pienamente con quanto ha detto, tant’è che sono riuscita già dall’anno scorso a sensibilizzare mio figlio che frequenta il liceo  “Il Pontormo” di Empoli, a recarsi a scuola da Sovigliana dove risiediamo, con l’autobus; io molto spesso raggiungo l’ospedale (dove lavoro) a piedi e mio marito si reca in bicicletta alla stazione per andare a lavorare a Firenze, da circa 20 anni.

Risultato: io e mio marito siamo costretti, come quei pochi cittadini che come noi utilizzano mezzi alternativi, a respirare lo smog. Spesso ne sentiamo, in termine di salute, gli effetti dannosi. Sono certa che conoscete bene il tasso di smog che esiste nella zona ma vi invito a percorrere anche una sola volta, nelle ore di punta, il nostro percorso per capire quanto è irrespirabile l’aria… e al contributo Bitossi faccio solo cenno.
Smog
Credo che il sindaco, cui compete la tutela dell’ambiente e della salute pubblica del territorio, dovrebbe sensibilizzare la cittadinanza non solo attraverso un salotto televisivo ma con una efficace campagna di informazione-pubblicità relativa ai danni che tale comportamento produce.

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IDEE CONTRO LA CRISI

Stacco uno Scec e risparmio sulla spesa

Boom del denaro alternativo: si usa insieme all’euro ma solo nei negozi sotto casa

di Manolo Morandini

da “Il Tirreno” - Attualità, domenica 2 Novembre 2008

Alzi la mano chi non ha mai giocato nella sua vita a Monopoli, ritrovandosi in caso di vittoria con un gruzzoletto di banconote inservibili. Un’alternativa che fa salva l’idea di ricchezza, lasciando in mano qualcosa di concreto e spendibile, porta il nome di “Arcipelago”. Ma non si tratta di un gioco in scatola bensì di un vero e proprio progetto di economia solidale.

Un progetto che si propone di aumentare il potere di acquisto delle famiglie e di promuovere il tessuto produttivo locale. Una proposta da prendere in considerazione ancor più in un momento come questo, dove le difficoltà per le imprese e le famiglie a far quadrare i bilanci sono in crescita.

La testa di ponte è il “Buono locale” con cui è possibile pagare parte delle proprie spese. Si chiama Scec, acronimo di “Solidarietà che cammina”, e si spende insieme all’euro nei negozi e nelle aziende che aderiscono all’iniziativa. Aumenta il potere d’acquisto della nostra banconota e dà un nuovo impulso all’economia locale. Ma non è una vera moneta. Infatti, aderendo al progetto “Arcipelago” si incassano le prime cento banconote di benvenuto. L’iscrizione è gratuita e può essere attivata dal sito internet www.arcipelagoscec.org. Per avere altri buoni però bisognerà aspettare una nuova emissione.

Effettuando una spesa di 10 euro in un’azienda convenzionata che accetta il 20% del prezzo in Scec, al momento dell’acquisto alla cassa verrà riconosciuto un abbuono sul prezzo di 2 euro. Dunque, con soddisfazione per il proprio portafoglio si pagheranno 8 euro e 2 buoni. E chi riceve i Buoni li riutilizzerà a sua volta per i suoi acquisti.

Logo Arcipelago Scec

In Toscana, a cinque mesi dall’avvio dell’esperienza, sono state emesse similbanconote per un controvalore di 30mila euro. Circolano a livello locale, in una rete di gente comune, nel piccolo commercio, artigiani, agricoltori e professionisti delle zone di Pistoia, Prato e Firenze. Sono 130 le imprese che le accettano e 150 le persone che hanno ricevuto una dote di 100 Scec a testa. Ma la rete è in piena espansione. A Grosseto ci sono 30 imprese in lista d’attesa e una quarantina di aspiranti fruitori. E l’idea riscuote consensi anche a Lucca. «La domanda che ci rivolgono più frequentemente - spiega Paolo Tintori, responsabile toscano del progetto Arcipelago - è se questa iniziativa sia legale o meno. Ogni moneta viene garantita solo dall’accettazione delle persone. Se per l’euro questa è imposta dalla legge, nel nostro caso è solo volontaria e fiduciaria. Ma il principio è il medesimo: carta che misura una compravendita. Fiscalmente il buono locale è assimilabile a un abbuono e come tale non concorre alla determinazione della base imponibile. Pagando una piccola percentuale del prezzo in euro, inoltre, non si corre nemmeno il rischio di creare inflazione, poiché i buoni acquisiscono valore insieme all’euro e non ne sono indipendenti». Uno strumento per un’economia alternativa che è sperimentato anche in altri Paesi. «A dare vita all’esperienza è stato un gruppo formato da economisti, analisti, commercialisti, imprenditori e semplici cittadini interessati alle problematiche monetarie - dice Tintori -. Abbiamo studiato oltre 4.000 esempi di monete complementari nel mondo, come il circuito Wir svizzero, per elaborare un modello valido per l’Italia. Con il tempo si è creato un movimento nazionale spontaneo sui buoni locali di solidarietà e sono partite le prime esperienze pratiche: ad Acilia (Roma) nel 2005 e poi a Napoli, dove è stato coniato l’acronimo Scec».

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Parliamo delle piste ciclabili?

Parliamo delle piste ciclabili? Tutti sono invitati a criticarmi, confermare o integrare le mie idee perché <<l’esperienza di tutti può essere utile al gruppo>> e migliorare lo stato delle cose. Contribuire tutti, questo è l’obiettivo del nostro meetup dove tutti sono invitati a dire la loro opinione in modo civile e costruttivo.

Il nostro comune, come tanti altri (vedi il post di Beppe Grillo del 4/10 “chi pedala è perduto” sulla situazione piste ciclabili a Milano), sta morendo soffocato dallo smog e dal traffico, bisogna fare qualcosa per contribuire a migliorare lo stato delle cose. Non solo criticare le cose che vanno male, questo è solo il primo passo, cercare di proporre nuove idee per fare qualcosa di diverso, di migliore.

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Energie alternative, come diffonderle ad Empoli?

Oggi ho acquistato la rivista FV. fotovoltaico che si occupa delle varie teconologie alternative dal solare al fotovoltaico.
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Sindaco di Moretta (Enrico Prat.)

Un articolo tratta di un impianto fotovoltaico di circa 3 kw installato dal sindaco del comune di Moretta (Enrico Prat.) nel proprio giardino di casa, dando il buono esenpio e facendo da battistrada per la sua cittadinanza informandola delle possibilità che possono essere attuate per il risparmio energetico e quello sul bilancio familiare, ecco cosa dovrebbe fare anche il nostro comune di Empoli , dare il buono esempio, inziare ad installare impianti fotovoltaici nei propri edifici così da sensibilizzare il cittadino Empolese, informare in modo capillare la cittadinanza sulla procedura da adottare per le pratiche burocratiche della presentazione del dia, gli incentivi stabiliti per legge ecc. dare spazio a testimonianze di chi ha già installato degli impianti, inviare alle famiglie opuscoli informativi, organizzare un ufficio apposito con personale qualificato ripeto qualificato, ed un numero verde per dare risposte alle richieste dei cittadini, anche nella home page del sito comunale andrebbe messa in modo elementare, la procedura che un cittadino deve fare per l’installazione di un impianto fotovoltaico o solare per l’acqua sanitaria, il massimno se si potesse fare tutto online, ma è un sogno, informare comunicare questo è basilare, il comune di Empoli lo saprà fare?

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Assistere ai consigli comunali è un nostro diritto non permetteremo che ci sia negato.

E’ vergognoso quello che è successo a Roma, complimenti a Veltroni e company, mi auguro che quello che è successo a Roma non abbia a ripetersi in altri Comuni, assistere ai consigli comunali è un diritto del cittadino. Punto e basta.

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Email informativa inviata al Sindaco Cappelli (Comune di Empoli)

Il presente post per portarvi a conoscenza della mail inviata al “Sindaco Cappelli” per informarla della nostra iniziativa di apertura di questo blog, il Sindaco al momento non ha dato risposta, appena ne avremo una ne sarà data notizia.

Email inviata il 14-12-2007

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