INIZIAMO IL NUOVO ANNO: con “Auguri di giustizia”
Sovigliana, 1 gennaio 2009
In questa atmosfera di festività caratterizzata da diffusa preoccupazione per il futuro, desidero presentare a nome del Comitato di Vinci “Sotto lo stesso cielo…cittadini, istituzioni ed imprenditori” gli auguri di un Anno Migliore esortando tutti noi “uomini di buona volontà e… non” a soffermare un breve pensiero alle persone più sfortunate e a quelle più coraggiose. Forse ci aiuterà a scoprire quante “pietre preziose” possediamo e gettiamo via, ogni giorno, senza renderci conto del loro valore.
Penso ai milioni di persone e soprattutto ai bambini cui viene negato il diritto non solo di vivere ma perfino di sopravvivere.
E mentre in una parte del mondo si muore per la mancanza dell’essenziale, compresa l’acqua, in un’altra si muore, paradossalmente, per il “troppo” di ogni cosa.
Dove per sopravvivere, le persone e bambini divengono facili prede di esseri deplorevoli che schiavizzandoli li costringono all’accattonaggio, alla prostituzione, alla violenza e a sfruttamenti di ogni genere, derubandoli la dignità e la gioia di vivere, se non la vita stessa.
Pur riconosciuti da organismi internazionali, il diritto alla vita e alla dignità, diritto al lavoro certo e alla sicurezza, alla eguaglianza tra gli uomini e tanti altri fondamentali diritti, continuano ad essere negati a chi non ha “voce”.
E persino nel nostro civilissimo Paese è possibile incontrare ogni giorno, soprattutto nelle grandi città, persone con gravi handicap o malformazioni e bambini costretti a elemosinare agli angoli delle strade tra l’indifferenza generale.
Ma desidero ricordare anche a tutte quelle belle persone che si prodigano per aiutare gli altri, soprattutto gli “ultimi”, e chiedo l’attenzione su tutti coloro che contrastando varie forme di prepotenza e sopraffazione non hanno esitato a diventare testimoni di giustizia, come il nostro amico Pino Masciari la cui storia è possibile approfondire sul suo sito www.pinomasciari.it, sacrificando la loro libertà e quella delle loro famiglie, così come coloro che per difendere i diritti all’Informazione e alla libertà di espressione sono diventati “testimoni di verità“.











